LA STRUTTURA

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La casa di cura Ruggiero-Artemisia H nasce intorno agli anni ’40 da un idea di Roberto Ruggiero, professore di chirurgia sperimentale presso l’Università di Napoli e si sviluppa come clinica di chirurgia, ostetricia e ginecologia.
Negli anni ’60 è la prima clinica della Campania ad ottenere la “fascia A” avendo a disposizione del paziente ogni genere di confort, tra cui bagno in camera e aria condizonata.
Fino al 1985, anno della scomparsa del professore, la casa di cura gode di presenze illustri al suo interno, ma da quel momento in poi rimarrà chiusa per circa una decina d’anni.
Nel 1997 la clinica viene rilevata e ristrutturata dal Bioing. Armando Ferraioli, che, nutrendo un profondo amore per la sua città, decide di riportare in auge quello che veniva e viene tutt’ora considerato un fiore all’occhiello della “sanità privata” in Campania, mantenendone alti gli standard qualitativi in memoria del padre fondatore.

L’intervento di ristrutturazione della casa di cura “R. Ruggiero” ha previsto la definizione funzionale dei percorsi verticali ed orizzontali di adduzione ai vari reparti, nonché il superamento di ogni barriera architettonica, e ha mirato, attraverso un’attenta progettazione dello spazio interno, a soddisfare la richiesta di “umanizzazione”, degli ambienti, sia interni che esterni; il tutto nel rispetto assoluto del quadro delle esigenze.
Le scelte progettuali si sono adeguate alle Leggi e Decreti vigenti in materia sanitaria.

Il Progetto
La costruzione ha una vetustà di oltre sessanta anni ed ha subito, nel tempo, vari ampliamenti e sopraelevazioni.
Essa si sviluppa su cinque piani, compreso il piano terra per un’altezza di circa mt. 18, con una volumetria complessiva di circa 7.630 mc. e 2.120 mq.
La sua conformazione ha indirizzato l’intervento attraverso una ripartizione strutturale dei livelli, comprensivi delle funzioni pertinenti.