Gli impianti gas medicali centralizzati progettati (ossigeno – protossido d’azoto – aria compressa medicinale – aspirazione) sono stati dimensionati in funzione delle portate, delle pressioni assolute, delle perdite di carico e dei coefficienti di contemporaneità. L’edificio è stato alimentato da montanti che partono dalle centrali, derivate a valle dai riduttori di primo stadio, per quanto riguarda l’ossigeno e il protossido d’azoto, derivate a valle della catena filtrante e a valle del gruppo prefiltrobattericida, per quanto riguarda rispettivamente l’aria compressa medicinale e l’aspirazione.

Tutte le tubazioni sono state realizzate esclusivamente in rame specifico per uso medicale. Sono state utilizzate prese rapide per il prelievo dall’impianto alle varie utenze dei gas, posizionate in alettoni pensili e travi-testaletto a seconda dei reparti.

Le prese gas rispettano i requisiti di realizzazione ed installazione, come specificato nelle norme UNI 9507. Le prese installate sono tali da evitare assolutamente un qualsiasi errore di intercambiabilità dei vari innesti.
Inoltre, nei complessi operatori è stato adottato un sistema attivo per l’evacuazione dei gas anestetici al fine di eliminare i gas anestetici convogliandoli direttamente all’esterno.
L’impianto è costituito da un gruppo aspirante, scelto in funzione del numero delle unità terminali e del numero di valvole di regolazione in relazione alla lunghezza della rete di distribuzione, da valvole regolatrici di flusso in ogni unità terminale automaticamente entro limiti precisi, a prescindere dall’uso di unità terminali in uso.

Il contatto diretto del sistema con il paziente avviene attraverso il circuito di respirazione collegato con apposita valvola e relativa tubazione ai terminali di utilizzo.