Aprile: Inaugurazione Centro di Diabetologia

Tecnica Ospedaliera PMA
novembre 24, 2014

Aprile: Inaugurazione Centro di Diabetologia

Nel mese di aprile sarà inaugurato presso la Casa di Cura Ruggiero, il Centro Diabetologico, che sarà diretto dal dr. Mariano Agrusta, noto Endocrinologo e Diabetologo della nostra Città e già Direttore della U.O.D. di Endocrinologia e Diabetologia dell’Ospedale di Cava-Costa d’Amalfi

I suoi obiettivi sono:

  • Gestione delle piccole urgenze nella cura del diabete.
  • Prevenzione, diagnosi e cura del diabete.
  • Utilizzo delle tecnologie innovative per la cura del diabete
  • Prevenzione, diagnosi precoce e gestione della malattia per migliorarne la qualità della vita.
  • Sensibilizzare la popolazione alla cura del diabete e alla prevenzione delle malattie metaboliche                    
  • Controllo continuo e miglioramento della qualità del Servizio attraverso corsi di aggiornamento dell’equipe diabetologica e del personale della Clinica               

 

Gli snodi critici.

Gli snodi critici di questo percorso sono tre: l’esordio della malattia, la gestione delle piccole urgenze e la prevenzione delle complicanze.

Il Centro di Diabetologia è fornito di strumenti adeguati per effettuare tutta la diagnostica di base necessaria per l’inquadramento della malattia fin dal suo esordio; è strategico alla gestione delle piccole urgenze metaboliche che il servizio pubblico non puògestire e delle complicanze croniche del diabete. Ha inoltre a disposizione ‘agende riservate alle persone con diabete’ presso oculisti, cardiologi, chirurghi vascolari, radiologi, odontoiatri, nefrologi, neurologi. «Non è più il paziente a doversi costruire il suo percorso, prenotandosi gli esami e portando da un Servizio all’altro i referti, spesso a distanza di mesi l’uno dall’altro e coninfinite complicazioni burocratiche», spiega il dott. Agrusta, direttore del Centro.

Prendiamo ad esempio il controllo periodico delle complicanze: in una sola giornata il paziente che ne ha bisogno incontra diabetologo, chirurgo vascolare, oculista, cardiologo, nefrologo, neurologo nutrizionista, podologo e perfino il tecnico per disegnare la calzatura correttiva, se necessario.

Quindi un utile risparmio dei tempi di attesa e concentrazione delle prestazioni rispetto al servizio pubblico.

Pubblico, privato e terzo settore.

Da qualche tempo anche le strutture private, che all’inizio si erano concentrate sulla cura di specifiche complicanze offrono alla persona con diabete un’assistenza a 360° gradi. «Il privato, o perlomeno alcune delle strutture private, entrano quindi in campo ‘alla pari e a fianco dell’offerta ‘pubblica’ con Team di professionisti scelti secondo criteri di competenza e professionalità coordinati fra loro e acquistando gli strumenti più innovativi presenti sul mercato «Il settore privato sa bene che per trovare un ruolo nell’assistenza alla persona con diabete non solo deve offrire tutto quello che già il servizio pubblico offre, ma offrire  di più, ed in modo qualificato».

«Entrare nella diabetologia è un momento di crescita anche per il privato che si deve porre in modo costruttivo il problema del radicamento nel territorio nel rispetto dell’appropriatezza delle cure e loro sostenibilità». Un aspetto particolare  del servizio ‘privato’ del CAD della Casa di Cura “Ruggiero” è il ruolo dato all’Educazione Sanitaria.

Nella Casa di cura “Ruggiero”, infatti, si tengono lezioni di educazione sanitaria di gruppo sui diversi aspetti del diabete. Esse sono dirette ai pazienti ricoverati in Day Hospital terapeutico, in Day Service, ai loro familiari e ai pazienti esterni su prenotazione. L’esperienza educativa rende le persone responsabili insieme ai medici del controllo della malattia, ne previene il peggioramento migliorando la qualità della vita.

Grazie a questa efficiente organizzazione, una condizione come il diabete può essere seguita in tutte le sue dimensioni. Avere la possibilità di fare tutti i controlli senza dover fare il giro dei vari specialisti è importante per il successo della terapia e per il paziente. Effettuare screening intermedi sulle complicanze è utilissimo e solo in caso di diagnosi avanzata, viene richiesta la consulenza di specialisti esterni con i quali si mantengono stretti contatti.

Questa linea organizzativa permette di coinvolgere il paziente, farlo sentire seguito dentro un percorso guidato in cui non ci si limita a curare ma, in modo integrato a “prendersi cura” del paziente.

Valorizzare costantemente gli aspetti comunicazionali e educazionali significa, inoltre, offrire un costante supporto sia informativo sia psicologico che è di fondamentale importanza perché “il diabete si cura per il 90% a casa e per il 10% con gli specialisti della malattia.

Una malattia sociale e cronica come il diabete, infatti, coinvolge tutta l’organizzazione sociale e familiare che sta intorno al paziente. Essa impatta profondamente sullo stile di vita del paziente, e spesso anche delle persone che vivono con lui. Il paziente può partecipare, essere protagonista della propria terapia solo se ha sentimenti positivi e di accettazione verso la malattia ma anche verso i propri dottori e la struttura di riferimento.

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