Infertilità idiopatica: batteri in aiuto

Infertilità idiopatica: colpisce il 15% delle coppie

Infertilità idiopatica

Infertilità idiopatica: colpisce il 15% delle coppie


Quando la sterilità, che in Italia il 15 per cento del totale dei casi, non trova una spiegazione scientifica si usa la definizione di infertilità idiopatiche. Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano agli specialisti quando formulare questa diagnosi: solo quando la coppia dopo due anni di rapporti non protetti e regolari non ha raggiunto il concepimento.
Ovviamente, anamnesi, visita obiettiva e esami di laboratorio e strumentali di entrambi i componenti della coppia non devono aver evidenziato problemi in grado di spiegare l’infertilità.

Infertilità idiopatiche: batteri in aiuto

Atopobium vaginae

Infertilità idiopatiche: batteri in aiuto

Le donne che non riescono a iniziare una gravidanza a causa di un’infertilità di tipo presentano una disbiosi del microbioma cervico-vaginale, che richiama alle condizioni presenti nella vaginosi batterica.
Si è dimostrato, dunque, il collegamento fra alcune specie batteriche e l’infertilità. La presenza nel microbioma vaginale del batterio Atopobium vaginae è risultato uno dei principali fattori dell’insuccesso sia della fecondazione in vitro sia delle procedure di trasferimento embrionale in donne con infezioni batteriche asintomatiche.

Infertilità idiopatiche: il microbioma, la nuova scienza

Il microbioma umano è l’insieme dei microbi e dei loro geni che si trovano nel nostro corpo e si modifica in funzione della dieta, dell’attività fisica, delle medicine assunte. Alcune malattie sono correlate agli stati patologici del micro bioma: obesità, cardiopatie, depressione, neuropatie. Persino il nostro invecchiamento è correlato.