“Voglia di Fragola”: l’emangioma nei bambini

Può capitare che i bambini durante le prime settimane di vita mostrano sul proprio corpo i segni evidenti di un emangioma, quello che volgarmente viene chiamato “voglia di fragola”: ecco perciò qualche utile informazione in merito a questo tema.

Cos’è un emangioma?

Quando si parla di emangioma infantile si fa riferimento ad un tipo particolare di tumore benigno.

Esso si caratterizza per originarsi in seguito ad un’eccessiva proliferazione di cellule endoteliali.

Inoltre è giusto ricordare che gli emangiomi infantili non sono evidenti fin dalla nascita: motivo per cui è bene fare attenzione soprattutto nelle prime 4-6 settimane di vita.

Ogni genitore farebbe bene a conoscere nel dettaglio anche il ciclo di un emangioma che prevede una prima fase che è quella di proliferazione rapida in cui essi appaiono molto evidenti. Fino ad arrivare ad una stabilizzazione per poi terminare con una lenta regressione del tutto spontanea.

Un aspetto fondamentale è che, pur trattandosi di una forma benigna di tumore, non c’è da preoccuparsi purché venga costantemente monitorata la situazione.

Infatti c’è un 12% di casi, percentuale comunque non elevatissima, che richiede accertamenti più specifici in quanto potrebbe provocare conseguenze ben più importanti. La fase di crescita di un emangioma può arrivare fino ai 6 mesi del bambino, mentre quella di regressione può durare per anni.

Qualche informazione sugli emangiomi

Ci sono alcuni fattori di rischio per quel che riguarda gli emangiomi e che non devono creare particolare preoccupazione.

Tra questi, secondo alcuni studi, sembra esserci il sesso femminile in quanto c’è un’incidenza addirittura del doppio rispetto ai maschi.

Altri sono il basso peso alla nascita e anche la provenienza da gestazioni multiple.

Passando invece a quelle che sono le cause, ci sono molte disquisizioni in atto per capire in base a quale meccanismo fisiologico si formino.

Appare evidente che gli emangiomi derivino da un’eccessiva proliferazione delle cellule dei vasi sanguigni.

Una delle cause emerse da analisi svolte in laboratorio potrebbe essere un’ipossia durante il periodo gestazionale: il che vuol dire che eventuali carenze di ossigeno durante la gravidanza potrebbero risultare alquanto deleterie per il bambino.

Tra le cause viene spesso annoverata anche un’anomala formazione iniziale dei vasi sanguigni.

Una cosa che non deve comunque preoccupare in alcun modo poiché non vuol dire che debbano esserci necessariamente gravi conseguenze.

In ogni caso ciò che viene sempre consigliato è che, nel momento in cui ci si dovesse accorgere della presenza di emangiomi, è giusto farsi seguire da un medico che possa monitorare con costanza la situazione.

Come trattare un emangioma e opzioni terapeutiche

Nel momento in cui un genitore nota la presenza sul corpo del proprio bambino di un emangioma non può che iniziare a preoccuparsi, per cui è sempre bene parlarne con un medico.

Un trattamento mirato serve solamente nel momento in cui esso riguardi zone con danno funzionale, quindi aree attorno alla bocca o anche all’occhio ad esempio.

Così come bisogna valutare con grande attenzione l’area interessata dall’emangioma, l’età del paziente e la sede precisa di diffusione così da poterlo monitorare costantemente.

Da qualche tempo è cambiata anche la terapia per il trattamento dell’emangioma: più efficace di altri medicinali il PROPRANOLOLO 3.75mg/ml soluzione orale, un beta-bloccante che ad oggi è sicuramente la prima scelta.

La seconda scelta sono i corticosteroidi che vanno ad agire sull’infiammazione, ma di cui sono noti alcuni effetti collaterali certamente non trascurabili nei bambini piccoli.

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